La ciambella di San Biagio, una tradizione in ricordo del terremoto di L’Aquila del 1703

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IL 2 FEBBRAIO PER NOI AQUILANI……

Ci sono delle date che rimangono segnate a futura memoria, alcune per la gioia che ricordano altre perchè funeste.

Il pensiero di noi Aquilani vola immediatamente a 3.32, anzi a me basta 32 per soffermarmi, e di notte può essere qualsiasi l’ora, ma se è seguita da 32, quella che la mia sveglia riflette in rosso al soffitto, ecco che il mio cuore sobbalza e aumenta il battito immediatamente, e bisogna ingoiare molta saliva per tornare alla normalità.

So che molti di voi, anche più provati di me vivono la stessa emozione.

Il 2 febbraio ora per molti di noi è una data anonima, ma basta che ci soffermiamo un pò a riflettere, e ci aggiungiamo, ciambella di San Biagio, 3 febbraio San Biagio, entrata del carnevale…. e il gioco è fatto.

Gioco si fa per dire, proprio noi contemporanei del 2009, non scherziamo con queste cose, però sappiamo che allora i sopravvissuti al terremoto di L’Aquila del 1703 ringraziarono il Santo con questo dolce, e noi tutti siamo felici di aspettare il 3 per iniziare a festeggiare il carnevale, rispettosi di quel dolore.

La ciambella di San Biagio allora per noi Aquilani non può che rappresentare il Dopo, la ripresa, la rinascita, la festa, il Volo della nostra Città…….

Buon San Biagio a tutti

Maria Teresa

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